Database›Creature›Mango balestra
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*Mango cestro*, lo squalo che lancia le proprie zanne. Predatore territoriale capace di scagliare zanne a punta d'uranio a una velocità che raggiunge i venti metri al secondo. 1. Mascella esposta Struttura caratterizzata da sei cavità per zanne nella mascella superiore. La mascella inferiore è arretrata nella gola per raschiare e frantumare. I muscoli posti dietro ogni zanna azionano i legamenti attorno a saldi ancoraggi, immagazzinando energia meccanica come in una balestra. 2. Batteria di denti La ricarica delle zanne avviene da riserve mature collocate nella profondità del cranio. I mango balestra generano costantemente nuovi denti "starnutendo" pasta minerale macinata ed enzima a presa rapida nelle tasche dentali. Ogni zanna è dotata di una punta di ossido di uranio autoaffilante. 3. Struttura del corpo Le pinne dorsali, pettorali e pelviche sono equidistanti e conferiscono al mango balestra un'eccellente stabilità e controllo della mira. Una grande pinna caudale aiuta la creatura a darsi la spinta. Come il suo parente, lo spaccamidollo, non ha un propulsore. Quattro "baffi" rilevano le correnti acquatiche, favorendo la mira. 4. Comportamento I mango balestra sono animali sociali, che nidificano e a volte cacciano in gruppi familiari. Potrebbero essere predatori di branco e cooperare per abbattere organismi più grandi. Il loro costante fabbisogno di minerali li rende ferocemente territoriali. 5. Storia evolutiva Il mango balestra ha una storia comune e affine a quella del mango morsicatore, col quale condivide una simile batteria di denti che si rigenerano costantemente. Le zanne del mango balestra potrebbero essersi evolute in modo tale da poter perforare i gusci più duri; in origine per trafiggere prede già afferrate con la sua mascella, e solo in seguito lanciando le zanne come arpioni. Valutazione: predatore pericoloso e territoriale. Evitare o distrarre anche se a bordo di sommergibili.